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Drasius Kedys: censura su un caso di assassinio politico

Jacqueline de Croÿ - 24 mai 2010

Drąsius Kedys è morto a 38 anni, le braccia incrociate sul petto, una grossa ferita gli solcava il viso dai capelli al mento, il corpo coperto di ematomi. Le autorità lituane pensavano di seppellire in segreto quest'uomo d'affari diventato un eroe il 9 octobre 2009, per aver fatto fuori un giudice e sua zia, ai quali si rimproverava di aver trasformato sua figlia e sua nipote in bambole da strada. Ciò non è stato possibile, perchè la sorella di Drąsius Kedys lo cercava in tutte le sale mortuarie e l'ha trovato in uno scaffale mortuario anonimo.

Drasius Kedys è stato trovato il 17 aprile 2010 a solo 30 chilometri dalla sua abitazione. IL procuratore incaricato del dossier non ha curiosamente visto traccia di violenza sul suo corpo ed ha concluso per una morte naturale-potenza della legge-. Lui sarebbe morto ubriaco, soffocato dal contenuto del suo stomaco che è finito nei polmoni,secondo la versione della solita legge occhiuta. Tutta la popolazione lituana crede ad un assassinio neanche fatto bene. Un assassinio molto opportuno per fermare le procedure delle violazioni del diritto fondamentale, che spinge la gente ad atti disperati.

Drasius Kedys rimproverava alla giustizia lituana, ed ai suoi servizi sociali ed ai cosidetti organismi della protezione dei bambini, d’aver negato la situazione di pericolo per sua figlia di quattro anni per un anno intero. Lui aveva pubblicato su Internet, dei video della piccola Deimantele, che spiegava in modo in cui sua mamma la affittava come oggetto sessuale a personalità illustri locali, tra cui un giudice, dicendole di domandare loro di fare molto sesso. La bambina ha accusato anche sua zia materna di complicità e di prostituire anch'essa sua figlia. Le violazioni gravi e persistenti dei diritti fondamentali dei minori, messe assieme ad assassini spettacolari, avevano suscitato manifestazioni pubbliche in tutta la Lituania.

La notizia è stata duramente censurata nei paesi che fanno uso di queste pratiche, per mantenere la stabilità del loro governo. Cinque mila persone sono arrivate per rendere omaggio, per l'ultima volta, a Drasius Kedys il 24 aprile. La stampa francofona belga non ha parlato dei vecchi dossier dei preti pedofili, per meglio nascondere il soggetto scottante che doveva essere portato in Parlamento Eutropeo due giorni più tardi. Il 26 aprile, la Fondazione Princesses de Croÿ e Massimo Lancellotti prresentava in effetti una petizione su queste pratiche, che sono messe in atto nella stessa Unione Europea come nel dossier ormai memorizzato da tutti degli 88'539 schedari connessi alla rete pedocriminale Zandvoort.

La petizione è stata tenuta aperta, ma ciò non ha intaccato minimamente la giustizia lituana per attribuire una inocenza e purezza di virtù alla mamma ruffiana dello Stato. Un tribunale ha ordinato che Diamantele sia prelevata con forza e d'urgenza dai nonni, presso i quali lei era durante il tempo dell'ospedalizzazione della zia paterna che l'aveva in custodia, per riportarla dalla mamma. Si tratta quindi una volta in più, di una grave violazione delle leggi internazionali, che interdicono di affidare un minore ad un genitore presunto pedofilo e ruffiano. Nessun tribunale aveva stabilito di ridare Diamantele a sua mamma ruffiana prima dell'esito del ricorso alla Corte Europea dei Diritti dell'uomo. Centinaia di persone si sono riunite attorno alla casa della mamma ruffiana per protegger la bambina.

Il comportamento della Lituania fa sembrare a questo punto che la Presidente della Commissione delle Petizioni ha ragione di mantenere aperta la petizione sulle violazioni sistematiche del diritto fondamentale nel dominio diffuso della pedocriminalità organizzata. Speriamo che l'Europa possa finalmente aiutarci.

TV "13ma strada" presenta lo "Schedario della vergogna"

Voir "Le Fichier de la Honte"

http://www.13emerue.fr/webtv/les-faits-karl-zero/les-faits-karl-zero-le-fichier-de-la-honte.htm

Noi vi invitiamo a non mancare al " lo schedario della vergogna" di Karl Zéro questo mercoledì 26 sulla catena televisiva "13ma strada", che parlerà del dossier sul quale questa petizione è basata. Ciò sarà la prima volta che la censura non ferma il caso Zandvoort in 22 anni. Questo dossier è già stato archiviato in belgio. dando sistematicamente l'affido dei minori ai genitori abusanti o piazzandoli nelle istituzioni, perchè si trovava troppo scandaloso destabilizzare lo Stato in quel modo. Queste modalità di azione permette di assicurare un lavaggio al cervello a tutti questi bambini, per prevenire che poi loro denuncino i fatti quando saranno maggiorenni. Ogni giorno, un tribunale vieta i contatti di uno di questi bambini con coloro che fanno comprendere anche ai bimbi stessi come tutto questo non è affatto normale. Ma qui, all'Ovest, nessuno sembra capace di comprenderli e proteggerli. I genitori non possono che piangere.

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Fondation Princesses de Croÿ et Massimo Lancellotti - 10 Rue Faider - 1060 Bruxelles - Belgique - Droit de réponse: postmaster@droitfondamental.eu

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