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Droit Fondamental

Policier Demoulin, poursuit une mère de victime de Dutroux pour diffamationCarine RussoCarine Russo abbandona il Senato ; la vita di Marcel Vervloesem di nuovo minacciata.

Jacqueline de Croÿ - 12 septembre 2009

Nel momento in cui Carine Russo lascia il senato, 1 milione di pagine che la riguardavano sono scomparse 24 ore dopo da GOOGLE ed il ministero della Giustizia domanda la deportazione di Marcel Vervloesem al centro di sterminio di Bruges.

Carine Russo è la mamma di Melissa, morta di fame nella cantina di Marc Dutroux che agiva in nome della rete pedocriminale Zandvoort. Carine Russo è stata perseguitata per aver rivelato che Michel Demoulin, il capo dell'inchiesta che non aveva permesso di ritrovare sua figlia in vita, e che il giudice Ancion ha qualificato "d'estrema gravità" : "estorcere", " falsificare" e "orientare". L’inquirente,è stato promosso al grado superiore nella polizia federale,e si lamentava d'aver avuto così la vita distrutta.

Nominata senatrice dopo aver ottenuto 57.747 vvoti con la lista écolo, Carine Russo ha subito perso le sue illusioni sul potere politico. "Spesso, in seduta plenaria, io mi chiedevo: 'Ma cosa si sta facendo?'. io ho l'impressione di assistere ad un gioco di ruoli, ad una sceneggiata", diceva. Carine Russo ha rinunciato al suo mandato questo 11 settembre 2009, dicendo : " io non voglio che il piacere d'essere utile, ma non voglio il potere". Il Belgio è in effetti una giostra di sfruttamento della prostituzione infantile, tenuta in piedi da un apparato giudiziario totalitarista, che la sola Europa avrebbe il potere di raddrizzare.

Il ministero della giustizia rimprovera all’ONG Werkgroep Morkhoven di aver resa pubblica l'industria delle foto criminali dei maltrattamenti sui bambini col dossier Zandvoort, nel quale Marcel Vervloesem ha trovato l'assassinio della piccola Melissa. Portavoce dell’ONG, Marcel Vervloesem è allora stato condannato per dei crimini che non aveva commesso secondo i medici, e con una sentenza che loro stessi pensano che non possa sopravvivere. Questo permetterà al ministero di chiudere il dossier delle 88 539 vittime della rete Zandvoort separatamente del dossier Dutroux.

Il Belgio nasconde le sue condanne a morte con un sistema carcerario unico in Europa,dando all'amministrazione il diritto di opporsi alle prescrizioni dei medici. I prigionieri ammalati non possono essere liberati se non per decisione amministrativa, quando la loro agonia sembra irreversibile tre giorni prima della loro morte. Loro dipendono da un regolamento interno che non non conosce altra legge se non l'arbitrio assurdo dei funzionari.

Il ministero ha imposto a Marcel Vervloesem di essere incatenato per 591 ore, un piede pure incatenato sui tavoli operatori, in cure intensive o al rene artificiale, ma persiste nel rifiutare qualsiasi cura per il suo cancro prostatico dopo ancora un anno. Ciò non era incluso nella sua condanna. La pena di morte nascosta abilmente è emersa quando da prigioniero, è stato sottoposto ad un regime di disidratazione (solo quattro tazze di acqua bollente al giorno da bere), seguito dal divieto agli interventi chirurgici per curare i suoi reni, fino a che il suo cuore ed il suo sangue ne hanno risentito irreversibilmente.

Il ministero favorisce lo strombazzato ospedale universitario St Jean di Bruges, di cui la zona di diritto riservato ai prigionieri sembra essere un gran mattatoio chirurgico. I loro medici hanno mandato indietro Marcel Vervloesem, diabetico insulinodipendente, il giorno stesso del cateterismo, con l'arteria femorale aperta e sanguinante, in una cella di un malato psichiatrico che spandeva cacca da tutte le parti. Il ministero ha in seguito imposto la messa in atto di due interventi a cuore aperto e già auspicata dai medici, in un intervento unico. Poi è stato rimandato nel reparto disciplinare, dopo la scomparsa dei segni dell'agonia, 10 giorni dopo.

Il cateterismo non è servito che ad aggiungergli una cancrena, che gli ha lasciato un buco dove era entrato il catetere, nel quale si può mettere comodamente la metà di un pugno. Il ministero non gli ha accordato "delle condizioni di detenzione più umane" alla prigione di Turnhout, se non quando un média francese ha rotto la censura, ma non abbastanza a lungo per salvargli la vita.

Nadia Goosens

Geert Vervaeke, Presidente della commissione d’avviso e di inchiesta fiamminga del Consiglio Superiore della Giustizia, che ha riconosciuto due errori di procedura nella condanna di Marcel Vervloesem

Nadia Goossens, membro del Consiglio Superiore della Giustizia e giudice d'Applicazione delle pene, che prolunga la condanna di Marcel Vervloesem e rifiuta i congedi penitenziari oltre la data in cui potrebbe essere liberato.

Nadia Goossens, membro del Consiglio Superiore della Giustizia e giudice al Tribunale d'Applicazione delle Pene, ha in seguito potuto condannare il testimone scomodo a restare in prigione oltre il tempo stabilito per legge, quando Geert Vervaeke, Presidente della Commissione di avviso e di inchiesta fiammingo del medesimo consiglio, ha riconosciuto che la condanna inziale era viziata da due errori di procedura.

Il ministero trova attualmente la necessità di un nuovo cateterismo cardiaco di controllo all'ospedale St Jean de Bruges, che implica di ammanettare di nuovo un paziente cardiopatico 12 ore tra il viaggio d'andata e di ritorno in una gabbia ambulante, per un esame che di solito si fa in un giorno, nell'ospedale situato a 5 minuti dal luogo di detenzione. Non c'è nessuna garanzia che ritorni a Turnhout, l'amministrazione che promette un accordo per avere un accordo anticipatorio di consenso, poi può ritrattare la promessa per appesantire le condizioni di prigionia.

Marcel Vervloesem è condannato a morte e preferisce morire nella prigione di Turnhout, dove il medico fa di tutto per alleviare i suoi bisogni piuttosto che il campo di sterminio di Bruges, dove solo qualche guardia è molto umana. Lui dpvrebbe ricorrere al Consiglio di stato, tribunale delle decisioni amministrative, per chiedere con quale diritto l'amministrazione si oppone alle decisioni che le leggi internazionali dicono di competenza del medico. Ciò non salverà di sicuro la vita,ma aiuterà a comprendere la cosidetta democrazia belga.

Il pensiero più pesante della prigione è quando non si sa se domani si sarà vivi o no, dice Marcel Vervloesem, ed anche di essere privati dal conforto della famiglia e degli amici, e poi confinati in una cella, che permette a due prigionieri di girare in tondo su 81 lastroni , di 1.35m² ciascuno.

Nessuno sa spiegarsi come è sopravvissuto, se non perchè lui trova la forza per le nostre 88.539 vittime. " Il mio dolore è insignificante di fronte a quello di migliaia di bambini, per cui ogni piccolo miglioramento o un passo in avanti ha un significato enorme", dice. "Questi bambini hanno il diritto di essere ascoltati e capiti. E ciò indipendentemente dal destino che ci aspetta nel nostro lutto per loro e noi dobbiamo essere al loro fianco, se è necessario. Non c'è sbarra, nè catena, nè muro di prigione che ci impedirà di conservare integra la nostra coscienza".

La gestione burocratica delle prescrizioni mediche di questi ultimi dieci anni ha contribuito ad uno dei più alti tassi di suicidio in Europa, circa il 21 , 37 volte più alto di quello delle prigioni americane. I dati del ministero fanno sembrare che ogni anno, una media di 9 persone vengono mandate a casa in agonia, solamente tre giorni prima che muoiano, sempre per decisione amministrativa. Questo numero di morti rappresenta 6 volte in più del tasso dei suicidi delle prigioni americane.

Le ONG internazionali rifiutano di sostenerci, assicurandoci che loro possono intervenire solo in situazioni globali e non in casi individuali. Questo non ci permette che una sola soluzione di domandare a tutti gli universitari che ci leggono, di voler bene spiegare a quelli che hanno il potere di vietare, l’eresia giuridica di un regolamento interno, che regola la morte dei prigionieri, con delle solo decisioni amministrative.

Aiutateci se potete, a fermare gli assassini in serie che si ripetono tutti gli anni sulle persone che non hanno nessuno per aiutarle o capirle.

Indirizzi

Herman Van Rompuy, Premier ministre
Rue de la Loi 16
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Stefaan De Clerck, Ministre de la Justice
Boulevard de Waterloo 115
1000 Bruxelles - Belgique

Conseil Supérieur de la Justice
Avenue Louise 65 boite 1
1050 Bruxelles - Belgique

Ordre des médecins
Conseil national
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