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Sergio Marzola Dr Lloyd Alan Emmerson
Sergio Marzola
Dr Lloyd Alan Emmerson
 

Zandvoort/Koala

I giornali belgi e la vita privata di Pascal Taveirne

Pascal Taveirne è belga, nato il 12 maggio 1970 e viveva nel comune di Assebroek à Bruges, al nord del Belgio, culla geografica della rete pedocriminale. Lui ha avviato la più grande operazione poliziesca di tutti i tempi per smantellare una rete pedocriminale che corrispondeva all'email "taveirnep@hotmail.com". La stampa belga lo chiama Pascal T. ed i soli volti che si conoscono di questo caso sono quelli dei suoi due complici: le Dr Lloyd Alan Emmerson e Sergio Marzola.

Nel 2002, lui aveva 32 anni ed era padre di due bambine, rispettivamente di quattro e cinque anni e commercializzava le loro foto mettendole davanti alla videocamera quando lui violentava una di loro. L'operazione Hamlet, condotta dalle polizie internazionali, aveva permesso di salvarer sessanta cinque bambini di età dai due ai quattordici anni, ai quali la rete pedocriminale aveva fatto subire sevizie uguali. Lui scambiava il suo materiale con un chiropratico danese che possedeva mezzo milione di immagini pedopornografiche. La stampa belga passò il caso sotto silenzio, ciò che permise alla giustizia belga di lasciar libero il Taveirne,che aveva ancora l'affido delle due piccole e che le sfruttava ancora sessualmente. E dire che non era uno sconosciuto:

En 2003, Pascal Taveirne acquistò una vettura Daihatsu rossa, immatricolata con la targa PRD-708, come se fosse lontano dall'immaginare che doveva ritrovarsi in prigione. Scenario 2005, lui cercava un professore di lingua cinese per impararlo,ciò che fa presumere che aveva allora anche una clientela cinese. Sei mesi più tardi lui cercava un professore particolare per dargli lezioni di piercing, da cui si capisce che lui prevedeva di fare dei piercings filmati che avrebbero avuto l'inconveniente di domandare una prestazione ad una persona del mestiere, ad esempio mutilando una bambina autistica il cui handicap prevedeva che non avrebbe mai sporto denuncia.

Nel 2006, la polizia australiana fece un raid anti-pedocriminali, e il tutto fu inviatoall' Interpol. Taveirne e le sue figlie furono identificate su filmato di quel genere alle persone cui erano stati trasmessi e simili a quelli trasmessi alla giustizia belga quattro anni dopo. L'Italia era in ebollizione, furiosa contro l'italiano, Sergio Marzolla, che aveva filmato le piccole bambine belghe, ma che la stampa belga passava ancora sotto silenzio.

L'Opérazione Koala, sulla base del materiale intercettato, farà emergere 2.500 clients che avevano acquistato con carte di credito un milione e mezzo di foto pedopornografiche. Il dossier giudiziario presume che Marzola era alla base dello "Schedario Zandvoort", la rete che già nel 1998, aveva fatto 90.081 vittime, secondo il giornale irlandese "Independent".

Il Belgio è uno dei rari paesi al mondo dove Taveirne beneficia dell'anonimato, e che purtroppo le disfunzioni giudiziarie aveva dato a lui la possibilità di proseguire le sue attività pedocriminali che possono essere comparate al più celebre caso belga: le disfunzione giudiziarie del caso di Marc Dutroux.

Un uomo di Bruges avrebbe registrato fotografie a carattere pedoporno delle sue figlie di 6, 8 e 10 anni. L'informazione non è ancora confermata ufficialmente, secondo il giornale Dernière Heure.

Due altre vittime erano belghe.Il loro padre che le obbligava ad assumere pose oscene e chiare davanti al video, è stato arrestato nei pressi di Bruges un anno fa, secondo il giornale la Libre Belgique. I due principali criminali sono tuttavia nominati solo come "Sergio MARZOLLA e "Pascal T."Degli altri nulla.

Questi fatti non sarebbero stati rivelati dall' Interpol che aveva identificato le bambine, ma da un bravo poliziotto di Bruges, senza alcun aiuto dalla polizia italiana che ha trasmesso solo le prove delle trattative tra i due pedocriminali :che pretendevano 250 euro per filmare le due bimbe con la biancheria intima, 500 euro per filmarle nude e 750 euro per riprendere il papà che violentava una delle bambine autistiche.

Lunga vita al diritto d'informazione, poichè si può sapere dai vicini ciò che succede qui in belgio e non dalla stampa!

Jacqueline de Croÿ


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